Bambini in pubblicita’

Sono un fotografo pubblicitario, e in tanti anni ho dovuto fotografare moltissimi bambini,biondi,neri rossi, africani, asiatici e perfino un eschimese, insomma non ci siamo fatti mancare nulla,Di una cosa sono assolutamente certo i bambini maschi  di qualsiasi eta’ sono più’ tonti delle rispettive coetanee femmine.E quando sei sul set e devi portare a casa un lavoro importante e pensi di poter  contare sulla collaborazione  dei nanetti scatenati che agitati dai nonni e zie che agitano cellulari con melodie devastanti che a detta loro dovrebbe calmarli e portarli ad assumere espressioni degne di un attore consumato di Hollywood,allora se sei fortunato nella scelta dal casting fa parte anche una bambina che subito resasi conto della situazione irreale che il collega maschietto sta ricreando sul set lo prende per mano e lo invita ad imitarla, lei un’attrice consumata, lui un pupazzo nelle sue mani che in quanto maschio non puo’ certo fare brutte figure nei confronti del gentil sesso. Piu’ volte abbiamo richiesto su l set magari di abbigliamento maschile anche una bimba, che e’ la panacea per noi fotografi.

Le bambine sono più sveglie dei maschi: non è un luogo comune ma il risultato di una ricerca scientifica che conferma come le ragazze riescano a raggiungere i propri obiettivi senza scontrarsi apertamente con le rivali. [USA 2019]

Un consolidato stereotipo prevede che i maschietti competano tra di loro, anche a suon di botte, per raggiungere un obiettivo, mentre le bimbe, più remissive, giocano con le bambole facendosi trascinare dagli eventi. Ebbene un recente studio condotto su ragazzi in età prescolare dimostra che le cose non stanno proprio così e che le ragazze, fin da piccolissime, sanno bene come ottenere ciò che vogliono, con un po’ di strategia e il sottile ricatto dell’esclusione sociale.
Joyce Benson dell’Emmanuel College di Boston ha diviso 87 scolaretti di 4 anni in gruppi di 3, tutti dello stesso sesso. Ogni trio ha ricevuto in regalo 1, 2 o 3 animali di pezza altamente desiderabili per i bambini.
I gruppi di maschi e femmine si sono comportati allo stesso modo quando sul piatto c’erano 2 o 3 pupazzi. Le cose sono cambiate quando tutto il terzetto doveva contendersi un unico pelouche. I maschi si sono dimostrati aggressivi nel chiedere il giocattolo ai compagni, arrivando a litigare tra loro strappandoselo di mano.

Le bimbe invece hanno dimostrato la tendenza a punire l’amichetta che in quel momento aveva il pupazzo tra le mani, esclundendola dai loro giochi e arrivando a nascondersi da lei, isolandola.
Secondo Benson questo spiega, almeno in parte, le gelosie che le ragazze hanno nei confronti delle amiche, molto più marcate di quelle che si evidenziano tra maschi.
Secondo Melissa Emery dell’Università del New Mexico questo studio conferma come le ragazze siano più furbe e sottili dei maschi: evitano lo scontro diretto e si coalizzano per ottenere il risultatato.    

Non si spiega da dove sia nata questa idea che le donne sono inferiori ai maschi

Ed è un mistero non solo per me ma anche per qualcuno ben più qualificato: Yuval Noah Hararistoricosaggista e professore universitario israeliano, in un saggio leggibilissimo e molto interessante, dal titolo Sapiens. Da animali a Dei. Breve storia dell’umanità, affronta la tematica e scrive:

«Per quanto la precisa definizione di ‘uomo’ e di ‘donna’ differisca tra le varie culture, sembra debba esistere una ragione biologica universale per la quale quasi tutte le culture valorizzano la maschilità rispetto alla femminilità

Perché? Tre sono le ipotesi teorizzate.

Gli uomini sono più forti?

La prima: «La teoria più comune mette in evidenza il fatto che gli uomini sono più forti delle donne, e che essi hanno usato la loro potenza fisica per costringere le donne alla sottomissione

Harari non è per niente convinto di questa ipotesi, per due ragioni abbastanza evidentiin primis non è mica detto che gli uomini siano sempre più forti delle donne: «Le donne sono generalmente più resistenti alla fame, alla malattia e alla fatica rispetto agli uomini. Vi sono inoltre molte donne che riescono a correre più velocemente e a sollevare pesi maggiori di molti uomini.»
E, seconda obiezione, più importante: semmai nella storia le donne sono state escluse da lavori che non richiedevano grandi sforzi muscolari come la carriera ecclesiastica, l’attività giudiziaria, la politica e al contrario sono sempre state impegnate in lavori molto faticosi come l’agricoltural’artigianato, il parto e la cura dei figli.

Quindi la storia che le donne siano meno forti degli uomini non sta in piedi.

Gli uomini sono più aggressivi?

Passiamo alla seconda teoria: non si tratterebbe di forza muscolare ma di aggressività: i maschi essendo più aggressivi si sono imposti sulle donne con la violenza. Loro odiano di più, tendono di più alla sopraffazione, e quando non hanno più argomenti menano le mani. Ecco perché la guerra la fanno i maschi e in tempo di guerra sono loro che comandano.

Neanche questa  ipotesi però convince Harari che scrive: «Studi recenti sui sistemi ormonali e cognitivi degli uomini e delle donne corroborano l’assunto secondo cui sono appunto gli uomini ad avere tendenze più aggressive e violente, e sono dunque, nella media, meglio equipaggiati per servire da soldati semplici.”
Appunto: soldati semplici. Se parliamo di chi comanda è tutto un altro discorso.

«In effetti, nel corso della storia umana, in numerose società gli ufficiali di alto grado non avevano fatto strada partendo dal basso. Gli aristocratici, cioè i ricchi, e le persone istruite era automaticamente assegnate al rango di ufficiali, senza prestare servizio neppure per un giorno tra la truppa
La possibilità che un soldato semplice diventasse un generale era praticamente nulla.
«Gli alti gradi erano riservati a duchiprìncipi e re. Ma c’è da chiedersi come mai solo per duchi e non per duchesse.
Non si può ragionevolmente sostenere che la debolezza fisica o i bassi livelli di testosterone impedissero alle donne di essere provetti mandarini, generali o politici. Per dirigere una guerra c’è sicuramente bisogno di carattere e fibra, non tanto di forza fisica o di aggressività. La guerra non è una rissa da osteria.»

Quindi anche questa seconda teoria non regge.

L’evoluzione ha generato maschi ambiziosi, aggressivi e competitivi?

E arriviamo così alla terza ipotesi: «Un terzo tipo di spiegazione biologica attribuisce minore importanza alla forza bruta e alla violenza, e avanza l’ipotesi che attraverso i milioni di anni dell’evoluzione gli uomini e le donne abbiano sviluppato differenti strategie di sopravvivenza e di riproduzione

In pratica: per potersi riprodurre i maschi dovevano competere tra loro, soccombevano i più deboli e alla lunga la selezione naturale avrebbe fatto sopravvivere solo «i geni maschili che riuscivano a passare alla generazione successiva e che appartenevano agli uomini più ambiziosi, aggressivi e competitivi
Le femmine non solo non competevano ma inoltre, proprio perché indebolite dai parti, bisognose di aiuto per la sopravvivenza hanno dovuto nei secoli “adattarsi” alle esigenze maschili: «Col passare del tempo, i geni femminili che passavano nella generazione successiva erano di donne sottomesse che si prendevano cura della prole

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